Montepulciano d’Abruzzo, una ricognizione – risultati 2

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Fin qui si è detto delle valutazioni di gradimento e preferenza espresse dai partecipanti e riassunte nel modo consueto: quanto i vini sono stati graditi (in assoluto) e come sono stati ordinati per preferenza (in termini relativi).

L’altro aspetto che trovo interessante estrarre dai dati di una degustazione è il come ciò sia avvenuto. Infatti – e come già detto qui – i singoli punteggi di preferenza totale contengono, e nascondono!, diversi gradi di accordo, quasi mai omogenei tra loro. Questa è una informazione molto eloquente sulla esperienza collettiva della qualità percepita dei vini assaggiati, che merita di essere ricavata.

Richiamo prima, per comodità di lettura, la tavola dei risultati della serata:

e l’istogramma delle preferenze totali:

date queste valutazioni, il grado di accordo contenuto in ciascuna è stato il seguente:

Come si può vedere nel dettaglio, il vino la cui valutazione è stata espressa con il massimo accordo è stato il Vizzarro di Barone Cornacchia, giunto ultimo nel ranking delle preferenze (e con un accordo elevatissimo il 69%); il vino invece più “divisivo”, quello che ha letteralmente spaccato in due le valutazioni individuali dei partecipanti è stato il Malandrino di Cataldi Madonna, giunto invece quarto. I primi tre hanno invece un accordo piuttosto elevato e crescente.

La degustazione quindi ha visto un andamento discendente dell’accordo al salire della preferenza totale ottenuta, con la sola eccezione del Malandrino. Nel complesso tutti gli altri valori di accordo sono stati quindi tutti piuttosto elevati (tutti di molto oltre il 33%), con solo uno che ha superato la soglia del 50%.

Per sintetizzare in un’unica immagine tutto questo, e visualizzarlo, ecco le valutazioni di preferenza e realtivo accordo, combinate, nel diagramma accordo/preferenza:

come si vede, in questa ultima degustazione l’accordo ha avuto un andamento discendente e continuo – dagli ultimi preferiti ai primi preferiti – con l’unica eccezione del Malandrino.

Detto altrimenti ciò significa che l’accordo raggiunto dai partecipanti sulla valutazione di quale fosse il vino che preferivano meno, è stato molto maggiore rispetto all’accordo risultante dalla valutazione del vino che preferivano maggiormente (69% contro 41%, rispettivamente).

Nel chiudere queste note sugli esiti di questa ricognizione voglio ringraziare di nuovo Paolo Trimani, senza il cui prezioso consulto questa degustazione non sarebbe stata possibile.

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