Cesanese, cesanesi: una ricognizione – risultati

Questi i vini utilizzati per la degustazione, nell’ordine di servizio:

ordine di servizio aleatorio e non prestabilito, deciso dai partecipanti (e da un dado) al momento di cominciare la degustazione, a bottiglie già coperte. Ovviamente fa eccezione il vino introduttivo (il “numero zero”), che però dalla valutazione è poi escluso.

In ordine di servizio, da destra a sinistra.

In ordine di servizio, da destra a sinistra.

Le medie delle valutazioni di gradimento individuale, hanno condotto a quasi tutti  “good+”, risultato decisamente eccellente, trattandosi appunto di valutazioni medie.
Se si aggiunge che alla cieca le valutazioni tendono ad essere in generale più basse, si può comprendere come la qualità percepita sia stata estremamente elevata in questa degustazione.

I commenti a voce registrati durante la degustazione confermano questa analisi, così come la “sorpresa” sulla inattesa qualità complessiva dei vini dimostra come fosse tempo di dare attenzione e merito a questi vini.

Una valutazione complessiva della qualità dei vini in degustazione, ottenuta dalla media di tutte le valutazioni di gradimento espresse complessivamente si attesata su valore equivalente a “good+“.

Passando ora alla valutazione determinate ai fini di WineMining, quella di preferenza, questi sono stati i valori di preferenza totale ottenuti dai vini in degustazione:

qui elencati in ordine di servizio. Come si vede valori molto vicini tra loro. A nette preferenze individuali qui non corrispondono poi tendenze collettive individuabili: c’è un primo ed un ultimo, certo, ma pochissimo li distanzia. In genere ciò non accade, questo è stato un risultato particolarmente “piatto”.

Volendo riassumere in un’unica tabella tutte queste informazioni, ricordandone la gerarchia (il gradimento è assoluto e dipende dal metro di giudizio individuale, dalle aspettative etc., la preferenza invece no  – motivo per cui solo questa è rilevante qui), si può cominciare a vedere come, per i partecipanti, a fronte di un elevato gradimento dei vini, sia poi stato difficile definire un ordine di preferenza che risultasse, collettivamente, univoco e coerente.


Ciò si può inferire dal basso scarto nelle valutazioni di preferenza (tutte sopra i 40, tutte sotto i 60, molto centrali quindi) e dal fatto, rilevantissimo, che nelle preferenze individuali tutti i vini siano stati considerati tanto primi, quanto ultimi senza eccezioni: si veda il III, Torre del Piano, che 3 partecipanti hanno considerato “primo preferito” ed altri 3 “ultimo preferito”; questo indica appunto la difficoltà a scegliere una classifica (riferita a voce da diversi partecipanti durante la serata) così come una eterogeneità dei profili di preferenza dei partecipanti.

Per chi volesse comprendere meglio questo rilevantissimo aspetto, rimando al confronto con altre degustazione in cui, con un gradimento complessivo ancora maggiore, si è poi arrivati a valori di preferenza nettissimi, convergenti e ben distanziati: questa ne è un esempio, ma ve ne sono altri.

Integrando le preferenze totali, espresse per ciascun vino, insieme al relativo accordo, il quadro diventa ancora più chiaro ed eloquente: la configurazione qui è a “rosata stretta” e centrale, con i valori di accordo molto bassi (tutti al disotto del 40 salvo uno, v. sotto) e, sopratutto, omogenei per tutti i vini!

Nessun vino supera il 75 (e neppure il 60), e nessuno scende al di sotto del 25, e nemmeno del 40.

Mantenendo il confronto con la degustazione precedente, laddove in quella si esprimeva nettamente un primo preferito ed un ultimo, con elevati valori di accordo, qui viceversa ciò non accade, risultando difficile distinguere il primo dall’ultimo, tanto sono ravvicinati; l’accordo è coerentemente molto basso conseguentemente.

Riporto qui, per comodità, i valori di preferenza totale in ordine di ranking per facilitare la lettura del diagramma:

e per concludere infine, questa è invece l’altra visualizzazione grafica dei valori di accordo integrati con la preferenza:

nel complesso, e come si è detto, molto bassi con l’Hernicus ed il Cirsium appena maggiori degli altri.

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