Riesling in Italia – risultati

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Questi i vini utilizzati per la degustazione, in ordine di servizio:

ho scelto anche per questa volta che l’ordine di servizio fosse aleatorio, non prestabilito da me, ma deciso dai partecipanti (e da un dado) al momento di cominciare la degustazione, a bottiglie già coperte.

La qualità percepita dei vini, a detta dei partecipanti, è stata elevata ed omogenea e le valutazioni di gradimento espresse lo dimostrano chiaramente (cfr. sotto). Anche questa volta in diversi mi hanno riferito la difficoltà a stilare un ordine di preferenza essendo tutti i vini “molto buoni”.

Le medie delle valutazioni di gradimento individuale, hanno condotto a ben quattro “great!” su sette, cosa piuttosto rara trattandosi appunto di valutazioni medie (e basta confrontare le analoghe valutazioni di precedenti degustazioni, su vini anche più blasonati, per rendersene conto). Se si aggiunge che alla cieca le valutazioni tendono ad essere in generale più basse, si può comprendere come la qualità percepita sia stata estremamente elevata in questa degustazione.

Una valutazione complessiva della qualità dei vini in degustazione, ottenuta dalla media di tutte le valutazioni di gradimento espresse complessivamente si attesata su valore equivalente a “great!-“.

Pur non dando troppa importanza a questa prima valutazione, il gradimento, utile sopratutto ai partecipanti per stilare la seconda, quella di preferenza, ritengo che questo sia un segnale comunque positivo che giustifica la scelta di questi vini, e quella di tenere questa degustazione. Da amante del riesling sono contento di ciò.

Ma la valutazione di gradimento non è molto determinante, e dipende da troppi fattori esterni alla qualità dei vini; per questo motivo qui si tiene conto viceversa della valutazione di preferenza espressa da ciascuno, sommata e normalizzata in centesimi. E’ questa infatti che determina il ranking, l’ordine di arrivo nelle valutazioni di WineMining.

Come si può vedere sopra, e meglio qui sotto, i risultato complessivo di preferenza, scaturito dalle singole preferenze individuali espresse, ha visto primeggiare tre vini, con valutazioni vicine tra loro: l’ Hérzu di E. Germano, il riesling di Köfererhof, e il Montiggl di San Michele Appiano.

Solo l’Hèrzu, però, ha superato la soglia del 75. A seguire due vini, ben staccati tra loro, il Petracine di G.D. Vajra e il riesling Falkenstein unico rappresentate nella degustazione della Val Venosta (ne avrei voluto un secondo, in realtà, per maggior equilibrio, ma non sono riuscito a trovarne una bottiglia in tempo). A chiudere Strasserhof e il Kaiton di Kuenhof.

Alcuni vini, segnatamente il Kaiton ed il Petracine, hanno – a mio avviso – scontato la gioventù più di altri, e per il Kaiton vi è stata inoltre la poco favorevole prima posizione a limitarne l’espressione. Inutile dire come, avendoli scelti, ritenga entrambi, pur diversissimi, ottime e molto rappresentative espressioni del riesling in Italia, non inferiori alle altre, se gli è concesso più tempo in bottiglia (ma questa è solo la mia personale opinione).

Si deve però tener presente sempre, e non mi stanco di ripeterlo, che la valutazione di preferenza deve essere letta in prospettiva, come una scelta fatta “sopra” quella di gradimento e spesso tra valutazioni molto simili o uguali tra loro. Per chi volesse comprendere quale sia stata la qualità percepita nei vini, si deve quindi considerarle entrambe, con la preferenza ad integrare i gradimento (e non quindi a sostituirlo!).

Inoltre quello che conta non è tanto quali vini sono stati maggiormente preferiti, ma il maggiore o minore grado di convergenza complessiva delle valutazioni individuali di preferenza. Quando partecipanti diversi, con gusti individuali diversi, risultano alla fine concordi su alcuni valori, questa è una informazione rilevante, e lo è tanto più quanto più diverse sono le valutazioni suglia altri vini della batteria (e se, naturalmente, sono valutazioni indipendenti ed espresse alla cieca). La convergenza delle preferenze individuali rende cioè più solide alcune valutazioni e meno altre.

Ciò conduce alla questione dell’accordo contenuto in ciascuna preferenza (complessiva), che – come è logico – può cambiare, e cambia, da vino a vino. Per i riesling di questa degustazione è andata così:

L’accordo complessivo nella degustazione è stato piuttosto elevato, con tutti i vini oltre la soglia del 33%, e ben cinque vini oltre il 50%. Due vini sono finiti nel quadrante alto accordo/alta preferenza, entrambi i riesling lagaroli: l’Hérzu ed il Petracine.

L’accordo più elevato l’ha ottenuto il primo vino per preferenza, l’Hèrzu (84%), seguito dal penultimo e dell’utlimo, Strasserhof e Kaiton (71% e 73% rispettivamente). Questo significa che le loro rispettive valutazioni di preferenza sono state raggiunte con un maggiore convergenza di valutazioni fra i partecipanti di quelle degli altri vini. Singolare la vicinanza nel diagramma del secondo, Köfererhof, e del terzo, Montiggl, che a preferenza quasi uguale (73 e 72), hanno aggiunto un accordo estremamente simile (47 a 43).

Infine molto interessante è, a mio avviso, rilevare un dettaglio: il vino risultato primo per preferenza complessiva non è stato indicato da nessuno dei partecipanti come “primo preferito” nella loro valutazione individuale (si veda la valutazione I°/VII° nella tabella che riporto qui sotto per comodità di lettura), dato che ciascuno ha indicato come primo preferito un’altro riesling, ma quasi tutti hanno poi indicato come secondo preferito l’Hérzu, e questo lo ha collocato in cima alla classifica di preferenza, e spiega anche l’elevato accordo di questa valutazione.

Volendo usare una analogia sportiva è come vincere un mondiale di Formula Uno, senza mai vincere un Gran Premio, ma arrivando quasi sempre secondo.

Questo sistema di calcolo del ranking finale è da preferire, a mio avviso, perché tiene conto delle preferenze espresse da tutti i partecipanti su tutti i vini. Permettere ad esempio di votare solo il primo preferito (come avviene in alcune giurie cinematografiche)  avrebbe distorto questa informazione, nascondendola, valutando le preferenze della sola maggioranza e non quelle di tutti i partecipanti – e in questo caso avrebbe prevalso il Köfererhof, indicato da cinque partecipanti come loro primo preferito. Così invece la preferenza ottenuta è espressione di tutti i partecipanti.

Grazie a: il produttore che ha mandato i vini, l’altro che avrebbero voluto farlo e non ci è poi riuscito; il cortesissimo produttore che non intendendo inviare un vino mi ha usato la gentilezza di declinare l’invito, rispondendo però alla mail – non posso dire lo stesso di molti altri, purtroppo; chi ha confrontato con me la lista dei vini, contribuendo a migliorarla (ma gli errrori, se ve ne sono sono soltanto miei); P.F. che avendomi dato una “sola” dell’ultimo minuto ha permesso ad un vino eccellente di essere valutato tale; Tito Livio, per la foto qui sopra; Marina, Anna e lo staff; Annamaria; gli altri wineminer che ci hanno creduto; la focaccia genovese.

 

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