Fiano di Avellino, una ricognizione alla cieca – risultati

dedicata ad Antoine Gaita

Questa la lista dei vini della degustazione, nell’ordine casuale in cui sono stati serviti:

e questa è la valutazione complessiva espressa dai partecipanti alla degustazione; come sempre quella significativa è quella di preferenza:

quindi valutazioni di gradimento tutte elevate e ravvicinate tra loro (solo “good” e ben due “great!”, non capita spesso), valutazione di preferenza con un primo individuato (il Particella 928) ma che non supera la soglia del 75, e con quattro vini in testa tutti nella fascia tra 75 e 50. Due vini hanno ottenuto quattro volte l’indicazione di preferenza massima da un singolo partecipante (il Vigna della Congregazione ed ovviamente il Particella 928).

Mettendo insieme le informazioni di gradimento, preferenza e “primo/ultimo”, si vede come la qualità percepita sia stata alta ed omogenea (dato l’elevato gradimento totale e l’assenza di valutazioni sotto il “good”), e che – tolto il primo vino – per i partecipanti sia stato difficile scegliere l’ordine di preferenza da accordare agli altri vini, che risultano piuttosto ravvicinati nelle prime quattro posizioni. Questo concorda con quanto espresso durante e dopo la degustazione, a voce, dai partecipanti (“difficile scegliere!”). E si può comprendere meglio questi risultati, se li si confronta con una degustazione di esito opposto, per esempio quella precedente, sul Greco di Tufo.

La minima valutazione di preferenza (15) è stata ottenuta al vino servito per primo (il Radici). Non è inutile ricordare che l’ordine di servizio non è stato stabilito in precedenza, ma sorteggiato casualmente al momento della degustazione, dai e davanti ai partecipanti.
Questo conferma in chi scrive la convinzione che ci sia un bias negativo sul primo vino della batteria. I dati della degustazione seguente (sul bis del Fiano) possono avvalorare ulteriormente ciò.

Questo è il diverso accordo contenuto in ciascuna valutazione complessiva di preferenza:

tutti i vini della degustazione superano il 33% di accordo meno uno, il Rocca del Principe 2009 (si noti l’annata, è importante), che evidentemente ha diviso maggiormente le valutazioni individuali.

Si può vedere come la valutazione con l’accordo più alto tra i partecipanti sia stato per il vino classificato per ultimo nella preferenza complessiva (Radici) seguito immediatamente dal secondo vino (Marsella), quindi un andamento dell’accordo/preferenza quasi “a corna di vacca” dove i vini più estremi per preferenza sono quelli con le valutazioni più concordi e convergenti, ma in questo caso è stato il secondo vino per preferenza a ricevere un consenso più omogeneo, e non il primo.

Escluso il vino giunto secondo, il minore accordo ottenuto dagli altri tre dei quattro vini maggiormente preferiti indica ulteriormente, a mio avviso, e registra la difficoltà di scegliere tra loro, come già detto, ed in generale nelle posizioni centrali (l’andamento a corna di vacca indica e riassume proprio questa situazione).

Un solo vino è finito nel quadrante in alto a destra, superando 50 tanto nella preferenza, quanto per l’accordo di questa, il Marsella 2012.

Nota: il prezzo del Rocca del Principe 2009 non è stato indicato, non trattandosi dell’annata in commercio, la bottiglia essendo stata gentilmente fornita dalle riserve del produttore.

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