Greco di Tufo – risultati

La prima degustazione WineMining dell’anno è stata una ricognizione su uno dei due grandi bianchi irpini, il Greco di Tufo. La formula della ricognizione prevede una introduzione su denominazione, territorio, vitigno e vino, e poi sei assaggi di vini esemplari, sperabilmente rappresentativi della DOP Irpina.

I campioni sono stati serviti in un ordine prestabilito, ed alla cieca. Ai primi sei, tutti Greco di Tufo, è stata aggiunta in conclusione una bonus track – il Fiano di Avellino di Pietracupa, e per le ragioni già dette qui – ma questa non è stata poi stata considerata nelle valutazioni dei partecipanti, essendo appunto “fuori” dalla ricognizione, aggiunta solo per ragioni didattiche (cantina di tornasole dello stile) ed introduttive (della prossima degustazione).

Una attenzione particolare è stata riservata ai diversi stili del Greco di Tufo, come espressione della “mano dell’uomo”, qui probabilmente prevalente sull’espressione del territorio (specie per assaggiatori o meno esperti o meno adusi al bianco irpino). Ritengo che possa essere questa una preziosa chiave di lettura per chi assaggia, specie in un seminario introduttivo (e per questa ragione la userò anche per la degustazione del Fiano).

E’ importante ricordare, prima di analizzare i dati ottenuti, che i campioni erano stati ordinati, che l’assaggio è stato preceduto da una introduzione (v. sopra), e che la degustazione è stata “guidata”: tutti questi fattori, potenzialmente, possono influire sulla valutazione dei presenti, condizionandola.

Il metodo utilizzato è stato quello consueto per WineMining: una prima e grossolana valutazione di gradimento, svolta durante l’assaggio, seguita da una più accurata e discriminante valutazione di preferenza, integrata dalla misura di accordo. Questo sistema, come già detto altre volte, permette di comprendere in modo accurato quali vini sono stati nel complesso maggiormente preferiti dai dodici partecipanti, e con quanto accordo queste valutazioni sono state raggiunte alla fine della serata.

Ecco, nei numeri, come è andata. Un vino, il Vigna Cicogna 2013 di B. Ferrara ha ottenuto una nettissima preferenza col punteggio di 97, mai raggiunto finora. Come si vede 10 su 12 lo hanno indicato come “primo preferito” e nessuno come ultimo, ed anche il punteggio di gradimento è stato elevatissimo.

Nessun altro vino ha superato i 75% dei punti di preferenza, è questo è ben spiegabile: quando un vino fa incetta di primi posti “toglie” punti a tutti gli altri, staccandoli (non essendo possibile ai partecipanti assegnare preferenze ad ex-aequo).

Seguono poi il 2013 Di Prisco ed il 2012 di Cantine dell’Angelo, a 57 e 53; il piazzamento molto buono di quest’ultimo è particolarmente interessante, essendo stato anche il vino più “divisivo” (cfr. sotto).

Nella fascia sotto i 50 punti di preferenza due vini, il 2013 di Pietracupa ed il Cutizzi dei Feudi di San Gregorio, l’uno molto ben separato dall’altro. Infine l’ultimo vino, il Nestor di Tenute del Cavalier Pepe, ottiene l’ultima posizione di preferenza, nella fascia sotto il 25%.

La valutazione complessiva, ottenuta dai diversi vini della serata, è stata quindi così ordinata dai 12 partecipanti:

La valutazione di gradimento individuale ha mostrato valori decisamente superiori al consueto, indicando così una soglia complessiva piuttosto alta del gradimento, una elevata qualità percepita quindi –  ed è su questa base che devono poi essere lette le successive valutazioni di preferenza (che servono appunto a fare la grana fine). Su sei quattro vini sono stati valutati almeno GOOD ed uno di questi è stato valutato GREAT! – non sembri poco, ciò capita raramente.

La valutazione di preferenza ha poi separato meglio i singoli vini, permettendo di discriminare con maggiore accuratezza le differenze nella qualità percepita dai singoli assaggiatori. Queste valutazioni individuali, se sommate, forniscono per questa degustazione un responso netto ed univoco (v. sopra) Ed è un responso particolarmente solido dato che per cinque dei sei vini, l’accordo tra i partecipanti è stato superiore al 33%, (e per quel solo vino – evidentemente più divisivo – di poco inferiore).

La misura di accordo permette di ritenere che queste indicazioni di preferenza, pur individuali e relative al confronto di questa sola degustazione, sono particolarmente significative, essendo state raggiunte con un accordo elevato, in un caso elevatissimo, tra i singoli partecipanti. Sono cioè quelle di questa degustazione valutazioni molto convergenti (per questa si veda il post successivo).

La valutazione di gradimento (espressa per prima, e vino per vino) è stata poi coerente con quella di preferenza, entrambi presentano lo stesso ordinamento. Ed anche la valutazione primo/ultimo è coerente con l’ordine delle preferenze; e ciò non è affatto scontato per chi conosce questo sistema di valutazioni.

[NdA: alcuni valori di Gradimento sono cambiati, per correggere un errore di trascrizione.]

[segue qui]

This entry was posted in degustazioni, risultati and tagged , , , , , , , , , , , , , , , . Bookmark the permalink.