Mercanti di Vino XII – rossi italiani da autoctoni: risultati 2

Questo è il grafico delle valutazioni di preferenza descritte al post precedente in forma di tabella, in questo grafico i vini sono presentati in ordine di servizio, dall’alto in basso.

Come si può vedere più agevolemente, e come, in parte, già detto nel post precedente:
* nessun vino ha oltrepassato la barriera del 75%, e questo indica che stavolta nessun bicchiere è riuscito a polarizzare in modo netto le preferenze, orientandole su di sé a scapito degli altri vini (e ciò è inevitabile dato il meccanismo di ranking adottato);
* i due vini di testa (il 60 anni di  Feudi di S. Marzano e il Parco Marano di G. Ceci) sono separati di pochissimo, e precisamente da meno dell’ 1,2%, si tratta quindi di un sostanziale pareggio;
* quattro vini su sette hanno superato la soglia del 50% di preferenze, staccandone nettamente uno (il Torcicoda di Tormaresca) e lasciando molto poco agli ultimi due, il Le Cruste di A. Longo ed il Vigna Flaminio di Vallone (ma per quest’ultimo si veda più sotto);
* il vino più costoso (Graticciaia di Vallone) è giunto terzo, ben staccato da i primi due, e tra l’altro in ex-aequo un altro negroamaro, il Notarpanaro di Taurino;
* la posizione ultima del Vigna Flaminio, l’altro negroamaro di Vallone, è spiegabile anche in base alla precoce ossidazione della bottiglia (come spiegato qui).

Ricordo che: Il punteggio di preferenza è un indice espresso in punti centesimali, per renderne più immediata la comprensione, e permettere la comparazione coi risultati delle precedenti edizioni. Secondo questa scala, un vino valutato da tutti i partecipanti come “primo preferito” otterrà 100 punti su 100; un vino valutato da tutti come “ultimo preferito” otterrà 0 punti su 100.

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