Bolgheri superiore: ricognizione – risultati a/p

Alterando l’ordine consueto, e sperando di far cosa gradita ai partecipanti, pubblicherò questa volta prima il dati sulla preferenza, ed il diagramma accordo preferenza, e poi tutti gli altri dati, in maggior dettaglio.

Questa è stata la valutazione complessiva di preferenza espressa dai partecipanti sui vini in degustazione; una valutazione soggettiva e relativa quindi, è sempre bene ricordarlo.

Come si vede un vino ha polarizzato molto le preferenze individuali, ottenendo di andare molto oltre il confine dei 75 punti (è molto raro), il Sassicaia. Altri tre vini si sono andati oltre i 50 punti: i due della Tenuta dell’Ornellaia piuttosto ravvicinati tra loro (e ciò va tutto a merito de Le Serre Nuove, visto il rapporto di prezzo tra i due), e poi il Bolgheri superiore Castello di Bolgheri, dell’omonima proprietà. Un solo vino è finito nell’intervallo 25-50, il Piastraia di M. Satta. Due vini, infine, sono arrivati sotto il confine dei 25 punti, e di parecchio, con il Varvarà di Castello di Bolgheri – “plebeo” fra i blasonati – che nonostante la diversa classe e fascia di prezzo, si mette alle spalle il Bolgheri superiore di Tenuta Argentiera, ultimo.

Questo è invece stato l’andamento del grado di accordo tra i partecipanti (ricavato dalla deviazione standard, opportunamente normalizzata tra 0 e 100 anch’essa). Punti in tutti e quattro i quadranti, andamento a “corna di vacca”.

I dati di questa degustazione sono particolarmente interessanti, se osservati in questo modo, visto che i vini ai due estremi della valutazione di preferenza (il primo Sassicaia quindi, e gli ultimi due) hanno ottenuto un maggiore, ed elevatissimo, grado di accordo: ciò significa che i “giudici” hanno concordato maggiormente sulla loro valutazione del primo vino e degli ultimi due quindi, mentre hanno concordato decisamente meno sui vini a centro classifica, dove evidentemente l’accordo sulla preferenza dei vini è stato minore.

Ritengo che questo autorizzi a ritenere più solide e significative le valutazioni molto consensuali, mentre credo che il minore grado di accordo sui vini centrali, induca a pensarli come maggiormente interscambiabili tra loro. Credo anche che questi risultati influiscano sulla probabilità che in una eventuale degustazione successiva degli stessi vini, le posizioni estreme vengano conservate, mentre quelle intermedie no.

Deve essere precisato che la valutazione è stata effettuata in “doppio cieco” e con ordine di servizio casuale, ma che vi è stata conduzione – pur alla cieca, i vini venivano descritti e commentati da chi scrive – e che i partecipanti potevano parlare tra loro (e questo ha forse indotto un limitato “effetto tavolo”).

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nota: Nel diagramma sono riportate le valutazioni cumulative di preferenza, come espresse dai partecipanti, ma convertite in forma centesimale, integrate dal grado di accordo tra i partecipanti, espresso nel valutare ciascun vino assaggiato. Dato che quello che conta è l’informazione complessiva espressa nella serata, qui si può vedere – per ciascun vino – quale sia stato il grado di consenso ottenuto nella valutazione, insieme alla valutazione. Ciò rende visibile e, spero, maggiormente comprensibile il diverso gradi di accordo “contenuto” in ciascuna valutazione di preferenza (totale).

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