Francia – Italia 2012: risultati

RemigioL’ultima degustazione del 2012. Abbiamo chiuso il primo anno di WineMining in bellezza, brindando con un Beaufort Gran Cru réserve demi-sec, dei dolci tradizionali natalizi pugliesi (canigliate, cuscinetti dei due tipi, mostaccioli, spume etc.) ed un Moscato di Trani.

Prima del brindisi c’è stata la degustazione di “ritorno” sul metodo classico, 566154_4393327269057_190232169_npreceduta dalla bella mini-lezione di Fabrizio Pagliardi sullo champagne, ed accompagnata dalle famose tartine di Remigio, e poi da culatta di prosciutto e mozzarella di bufala (un abbinamento sorprendentemente buono con lo champagne).

Tra i vini c’erano alcune rarità, che sono orgoglioso di avere proposto: una delle ultime bottiglie rimaste di R. Collard millesimo 1975, sboccatura ’88, ed un raro Pinot Blanc in purezza (non sempre i BdB sono Chardonnay…). C’era pure una “bollicina” che vino non era, e – pur francofona – era italianissima: sidro del Monte Bianco!

Quasi tutti i vini francesi erano “bio”, non per mia scelta, ma assolutamente per caso: registro che in molti abbiamo notato l’assenza del caratteristico mal di testa, il giorno dopo.

Ecco quindi l’elenco delle bevande, nell’ordine in cui sono stati servite; ordine, come sempre, deciso aleatoriamente (precisazione importante, visto come si presenta la lista!):

(tutti gli champagne sono acquistabili da Remigio, al prezzo qui indicato, salvo il n. 5).

Questa è invece la classifica, basata sulla Preferenza totale (ranking) , com’è risultata dalla valutazione dei partecipanti,  seguita dalla indicazione della media del Gradimento.

Purtroppo il Villa Crespia è stato consegnato al locale appena poche ore prima dell’orario di inizio, per un problema del corriere: molto probabilmente la bottiglia ha risentito troppo del trasporto e del poco tempo avuto per riprendersi, finendo per essere valutata in condizioni non ottimali.

Sorprendente è stata l’affermazione del Pinot Blanc in purezza di Gerbais, mi chiedo quanti ci avrebbero scommesso sopra un centesimo, e che chanches avrebbe avuto degustato a vista (dall’Aube vengono le sperimentazioni più interessanti?). Bello il “piazzato” di uno champagne così rustico e demodè, che José Ardinat produce ancora per i vecchi, nostalgici, clienti del padre: non so dove siano “le nevi di un tempo”, ma ora so dove si possano trovare gli champagne d’antan! Notevole, infine, l’affermazione di un vino ormai introvabile, R. Collard alla sua ultima vendemmia, prodotto prima delle Olimpiadi di Montreal e sboccato intorno a quelle di Seoul – assaggiarne è stato un vero privilegio per quattordici fortunati wineminers.

ringrazio: Stefano per il supporto prima, durante e dopo la degustazione; Fabrizio per la lezione ed i consigli; Massimo per le foto.

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