Mercanti di Vino II – prezzi

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Dato che la degustazione si chiama “Mercanti di Vino”, due parole (e due grafici) sui prezzi dei vini ed i “prezzi” fissati dal meccanismo di “asta”.

Finora tutti i vini sono stati analizzati su un piano di parità, anche nelle prestazioni in fase di “asta”. Qui invece proviamo a valutare le stesse prestazioni, ma rapportandole ai i prezzi di mercato (mi verrebbe da dire “di partenza”) dei vini.

Un altro modo di vedere la questione è pensare all'”asta” come una gara: che succederebbe se dividessimo i risultati in una competizione automobilistica, per il soldi spesi per allestire la macchina? Qui la prospettiva è questa e getta una luce diversa sui risultati.

In questo grafico il confronto è fra offerte medie, nell’asta, e prezzi di mercato dei vini. Tranne il Rosso di Montepulciano, per tutti gli altri vini il rapporto è inferiore ad 1, e questo significa che il prezzo medio offerto nella degustazione è più basso di quello reale.

Ma questo significa pure qualcosa di molto importante, e non del tutto banale: anche quando i degustatori erano liberi di offrire 50 centesimi o nulla ed alla cieca, per alcuni vini, l’offerta media è stata quasi uguale al prezzo di mercato. Ciò è stato vero per il Chianti Classico di Badia a Coltibuono (0.93) e per il Dolcetto “Bricco Caramelli” di Mossio (0.79).

Se guardiamo invece al rapporto tra offerta massima e prezzi di mercato i valori sono quasi tutti maggiori di uno:

qui è più evidente come i vini di prezzo più estremo (Brunello e Rosso di Montepulciano) siano quelli con le escursioni più grandi, pur trattando qui le offerte massime e non medie.

Tolto però il Brunello, tutti gli altri vini hanno avuto offerte superiori al prezzo: da 8 volte a poco più di 1 volta il prezzo. Persino i vini arrivati per ultimi, che non nerano i meno costosi,  hanno avuto offerte massime superiori al loro prezzo. E persino il vino più costoso, il Brunello de Il Marroneto ha avuto un rapporto di 0.90.

Per completare ed integrare il quadro riporto qui di nuovo i prezzi di mercato (approssimativi) dei vini in degustazione:

e la mediana delle offerte:

che aiutano molto a comprendere l’apprezzamento espresso dai partecipanti. Quest’ultima informazione può essere meglio interpretata considerando che, per ciascun vino, metà degli assaggiatori hanno offerto meno del valore indicato, mentre l’altra metà ha offerto di più del valore indicato.

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