Mercanti di Vino II – gradimento e preferenza

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La valutazione dei vini in questa degustazione si articola in due fasi: nella prima gli assaggiatori valutano il loro gradimento di ciascun vino (in assoluto) e poi stilano la preferenza (relativa) di tutti i vini assagiati; nella seconda poi traducono queste due valutazioni in una offerta di prezzo per “l’asta” che segue. Qui è descritta la prima fase.

Il gradimento è espresso semplicemente indicandolo tra quattro valori possibili ed alternativi tra loro: bad/ok/good/great e, come già detto, è assoluto e non tiene conto degli altri vini in degustazione.
La preferenza è espressa in forma di classifica (ranking) dal primo preferito fino all’ultimo, è relativa, e ciascuna valutazione dipende dalle altre.

Da queste prime due valutazioni sono tratti i dati che seguono. I vini sono indicati, come sempre, in ordine di servizio. L’elenco completo dei vini è al post precedente.

Gradimento

Questo è il gradimento totale dei vini, espresso dai 17 assaggiatori. Primo risulta il “Montiano” di Falesco (Merlot) e secondo il Brunello “Madonna delle Grazie” del Il Marroneto.

Il gradimento medio è forse più facile da leggere, se si considera che un vino valutato da tutti “bad” otterrebbe una media di 0, un vino valutato da tutti “ok” otterrebbe media 1, etc. fino al vino che, valutato da tutti “great” otterrebbe 3 di media.

Tre vini qui hanno una valutazione media molto alta (tra good e great), altri tre seguono con una valutazione tra ok e good (ma più vicina a good), due vini sono poco sotto la valutazione ok.

Le valutazioni però non sono state tutte uniformi: alcuni vini hanno “diviso” di più i partecipanti nelle rispettive valutazioni individuali. Come si può vedere qui sotto:

il massimo disaccordo nelle valutazioni è stato sul primo vino, il Borgonga Rosso di Dom. Faively, e sul il Primitivo di Manduria di De Castris, servito come quinto. Anche il Montiano di Falesco (Merlot), come si vede, ha prodotto valutazioni piuttosto discordanti. La valutazione più unanime è stata invece quella del Chianti Classico di Badia a Coltibuono.

Infine, per comprendere ancora meglio le valutazioni degli assaggiatori, si può integrare quanto sopra con la moda delle valutazioni:

questa indica il voto più frequente assegnato a ciascun vino. Due vini hanno avuto (3) cioè “bad” come valutazione più frequente; mentre altri due hanno ottenuto “great” (3).

 Preferenza

Finito di valutare il gradimento, gli assaggiatori indicano le loro preferenze relative, riguardo ai vini degustati. Compilano quindi una classifica delle loro preferenze indicando il primo vino più gradito, il secondo etc. fino all’ottavo.Non è possibile assegnare ex-aequo in questa classifica, e ciò costringe a scelte difficili, ma illuminanti ai fini delle reali prefernze.

Per riassumere le preferenze collettive si una la classifica dei cosiddetti voti contrari: il vino che totalizza il punteggio più basso vince, avendo preso meno “voti contro”.
(descriverò in dettaglio il metodo e le sue implicazioni in seguito).

come si vede, è arrivato ultimo nelle preferenze il Primitivo di Manduria di De Castris, e risulta ben più staccato il Borgogna Rosso (mentre nel gradimento erano affiancati); poi seguono gli stessi tre centrali, ma con il Dolcetto “Bricco Caramelli” ed il Chianti molto più avanti; infine nel gruppo di testa le distanze restano all’incira le stesse, ma con la prevalenza del Brunello sugli altri.

La media delle valutazioni di preferenza (rank) risulta essere questa:

ma per comprenderla meglio è utile guardare all’accordo/disaccordo tra le valutazioni:

in questo caso il più alto disaccordo si è avuto sul Montiano di Falesco (Merlot) e poi, di nuovo, sul Pinot Nero di Borgogna. Il massimo accordo è, invece, di nuovo premio di un vino toscano, ma questa volta la palma di mettere tutti (più) d’accordo va al Brunello de Il Marroneto, seguito dal Barbaresco “Campo Quadro” di Punset e dal Dolcetto dei F.lli Mossio.

Concludo questa prima parte sui dati pubblicando, anche qui, la moda nelle valutazioni di preferenza di ciascun vino:

questo “tradotto” significa che la posizione (rank) più frequente assegnata al Pinot Nero è stata VII°, al Rosso di Montepulciano IV°, V° per il Dolcetto etc. [segue]

Nota: se il sistema di punteggio premiasse l’arrivar più spesso primi (come in Formula 1, per capirci), il Montiano (Merlot) avrebbe superato il Brunello; cosa che invece non accade col sistema dei voti contro.

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