Mercanti di Vino II – asta dei vini 2

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Per controbilanciare l’inevitabile “appiattimento”, che le informazioni sulla media comportano, l’effetto “pollo di Trilussa” insomma, è utile osservere le offerte massime espresse dai partecipanti durante la fase “ad asta”. Per ciascun vino si vede così la valutazione di un singolo partecipante: quello che ha offerto di più.

Prima però è necessario spiegare che, per un meccanismo di “protezione” dei giocatori, nessuno si può aggiudicare più di una bottiglia, anche se ha l’offerta massima su più vini (ed anche stavolta è successo, per un giocatore, su tre bottiglie, tutte rivelatesi presenti!). In questi casi la bottiglia viene assegnata al secondo miglior offerente.
Quindi, pur essendo queste le offerte massime, i prezzi effettivamente pagati dai partecipanti sono stati, in alcuni casi, inferiori e – come già detto – tutti decurtati del 25% rispetto a quanto indicato dai grafici sotto (*).

Queste sono state le offerte massime per ciascun vino:

Come si vede, il Brunello “Madonna delle Grazie” del Marroneto qui sopravanza tutti, strappando l’offerta più alta, di poco inferiore al suo prezzo di mercato.
Il Rosso di Montepulciano “Selciaia” di Fassati, partendo da tutt’altro prezzo (5€), ottiene di eguagliare l’offerta del Montiano, mentre il Primitivo di Manduria di De Castris e il Pinot Noir trovano almeno un estimatore che li riporta in auge.
La offerta massima più bassa la ottiene il Chianti Classico di Badia a Coltibuono, ma a 22€! Più del doppio del prezzo di mercato (cfr. sotto).

Il modo migliore di comprendere i dati sopra, e quelli seguenti, è infatti confrontarli ai veri prezzi di mercato dei vini in degustazione.

Qui si può vedere bene la “scala” di prezzi presenti nella degustazione. Da 5 a 50 euro si realizzava un rapporto di 1:10, non altissimo (ho fatto di meglio!) ma già molto interessante ed esteso. La media totale del prezzo di mercato di tutti i vini presenti era piuttosto alta: 20,875.

Riporto anche qui sotto:

la media delle offerte nell’asta, per comodità di raffronto coi dati che seguono.

Confronto dei risultati d’asta con i prezzi di mercato dei vini

Questo è uno dei “temi” presenti in tutte le degustazioni “Mercanti di Vino”: sapendo quanto costano realmente i vini, è interesante vedere quanto vengono valutati alla cieca vini di prezzi molto diversi ; e, soprattutto, vedere se e quanto le gerarchie, stabilite dal prezzo di mercato, vengano poi mantenute nelle valutazioni degli assaggiatori.

Cominciamo vedendo se e quanto il prezzo massimo ottenuto in asta, corrisponda poi al prezzo di mercato, misurando l’apprezzamento dei vini in asta (inteso come differenza tra prezzo massimo d’asta e prezzo di mercato):

come si può vedere, ad eccezione del Brunello tutti i vini hanno avuto un consistente “apprezzamento” positivo, che in alcuni casi (Rosso di Montalcino + 35) è stato considerevole. Questo, nella mia esperienza, non è affatto scontato.

Per integrare questa prima valutazione si può confrontare le offerte medie con i prezzi di mercato. Qui le aspettative sono tutte e sempre negative: la tendenza finora osservata è quella di avere una offerta media molto inferiore al reale prezzo di mercato.

Con l’eccezione del Rosso di Montepulciano, che ha avuto una valutazione doppia, rispetto al suo vero prezzo di mercato, tutti i vini hanno scontato la tendenza al ribasso delle offerte (e verso la media generale). Sapendo questo le prestazioni del Chianti Calssico, del Dolcetto e del Primitivo di Manduria, sono da considerare molto positive. Per dei vini in quella fascia di prezzo, ciò è un dato rassicurante.

Per riassumere e concludere questa disamina, il confronto tra le tre medie dei prezzi: media delle offerte massime in asta, media dei prezzi di mercato, media delle offerte totali in asta.

Anche volendo considerare la riduzione del 25% sulle offerte massime, il valore medio di queste ultime, ridotto del 25% (25,72€), resta comunque superiore al prezzo medio dei vini sul mercato (20,875€). E questo è davvero notevole. [segue]

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