Mercanti di Vino II – asta dei vini 1

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In coerenza con il post precedente su gradimento e preferenza, presento prima il totale delle offerte dell'”asta” dei vini, che costituisce la seconda parte della degustazione. I partecipanti alla degustazione non sanno quanti vini tra quelli assaggiati sono effettivamente all’asta (sanno solo che almeno una bottiglia è in asta) e, per un meccanismo di protezione dei partecipanti, nessuno può aggiudicarsi più di una bottiglia.

In questa degustazione i partecipanti sapevano anche che avrebbero pagato solo il 75% del prezzo offerto, qualora si fossero aggiudicati la bottiglia. E’ stato effettuato quindi uno “sconto” del 25%, sulle bottiglie aggiudicate. Questa informazione va tenuta presente per valutare l’andamento dell’asta, insieme a quella che il prezzo massimo della bottiglia più costosa era noto (50€). Le offerte sono state fatte “in busta chiusa” e senza possibilità di rilancio; l’offerta minima possibile era = 0 (zero).

Il totale delle offerte effettuate ha avuto, come previsto, un andamento analogo alle valutazioni di gradimento e preferenza:

il Montiano di Falesco è in testa, seguito a breve dal Madonna delle Grazie del Marroneto, decisamente più staccato il Campo Quadro, molto compatto – anche qui – il secondo trio (Badia a Coltibuono, “Bricco Caramelli”, e il Rosso di Montepulciano), mentre recupera il Pinot Noir che si affianca al Villa Santera di De Castris.

Per comodità di lettura, ecco anche la media delle offerte per ciascun vino:

importante perché più facile da confrontare con il prezzo di mercato (ma per questo si veda il post successivo).

Per comprendere meglio la media è utile osservarene la deviazione standard:

la più alta è stata qui proprio quella del vino che ha raccolto più offerte, il Merlot di Cotarella. Anche qui ciò indica un forte contrasto nelle offerte (la media è ottenuta con offerte molto alte ed offerte molto basse, dividendo nuovamente i partecipanti). Il secondo in questa classifica è il Brunello, poi tutti gli altri. Ultimo è, anche qui, il Chianti Classico di Badia a Coltibuono, e ciò denota accordo nella valutazione di offerta.

Chiudo con la moda delle offerte, che fornisce una informazione semplificata ma eloquente: qual’è stata l’offerta più frequente per ciascun vino.

Come si vede il Brunello de Il Marroneto ha ricevuto qui la massima considerazione: 20€ è l’offerta più frequente; mentre tre vini hanno avuto come offerta più frequente 15€ (Dolcetto dei f.lli Mossio, il Merlot di Montiano e il Campo Quadro di Punset), seguiti dal  Rosso di Montepulciano ed il Chianti a 10€. Lo scarso gradimento e preferenza accordato al Pinot Nero di Borgogna ed al Primitivo di Manduria si sono tradotti qui in una serie di offerte nulle.

Tutto questo è già abbastanza eloquente di per sé ma, nel post successivo, si trovano molte informazioni ulteriori che solo questa fase d'”asta” permette di far emergere: quelle sulle singole offerte. [segue]

 

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