Mercanti di Vino II

Il 17 maggio c’è stato, al ristorante Larys, l’atteso bis di Mercanti di Vino, con una formula quasi identica alla precedente. I vini, questa volta, erano otto rossi, italiani e non.

Hanno partecipato coi loro vini, su mia richiesta, tre produttori: Badia a Coltibuono – col Chianti Classico; F.lli Mossio – col Dolcetto d’Alba “Bricco Caramelli”; Il Marroneto – col Brunello di Montalcino “Madonna delle Grazie”; gli altri vini sono invece stati da me scelti ed acquistati, come di consueto.
Nel ringraziare Emanuela, Valerio ed Alessandro, mi scuso con loro per la necessaria segretezza cui li ho costretti, da cui qui li sciolgo.

I “temi” in questa degustazione erano diversi, ed ovviamente ignoti ai partecipanti: il consueto confronto tra vini di prezzo, tipo e regioni diversi; il confronto tra tre vini toscani e potenziali competitori di altre regioni, simili per prezzo o caratteri; la presenza di un vino della degustazione precedente, per confronto delle valutazioni; la presenza di un Pinot Noir di Borgonga per scoprire come viene percepito e valutato da palati italiani; la solita curiosità di vendere come vengono valutati i vini di prezzo più basso.

Oltre  a tutto questo vi erano i meccanismi consueti di questa degustazione: le valutazioni di gradimento e preferenza di vini degustati alla cieca tradotte in valutazioni di prezzo, espresse dalle offerte dei giocatori nell’ “asta” conclusiva del gioco. Vi era, all’interno del wine-game, ovviamente, anche la competizione “tutti contro tutti”, attraverso DOC e regioni, che nelle degustazioni tematiche tradizionali spesso manca (ma sulle tavole e sugli scaffali no).

Anche questa volta i giocatori non conoscevano alcun dettaglio sui vini, se non che erano tutti rossi e che il più costoso fra essi costva 50€ circa. L’ordine di servizio dei vini, era casuale e deciso all’ultimo momento, dopo averle camuffato le bottiglie; quindi neppure io lo conoscevo, se si eccettua la prima  (doppio cieco, quindi).

L’elenco completo dei vini degustati, in ordine di servizio, è stato:

  1. Bourgogne Rouge (Pinot Noir) DOMAINE FAIVELEY – 2008
  2. Rosso di Motepulciano “Selciaia”- FASSATI –  2009
  3. Dolcetto d’Alba “Bricco Caramelli” – Fratelli MOSSIO – 2009
  4. Chianti Classico – BADIA A COLTIBUONO – 2010
  5. Primitivo di Manduria “Villa Santera” – LEONE DE CASTRIS – 2009
  6. Lazio IGT Merlot “Montiano” – FALESCO – 2009
  7. Brunello di Montalcino “Madonna delle grazie” – IL MARRONETO – 2006
  8. Barbaresco “Campo Quadro” – PUNSET – 2007

e questa la scala dei prezzi:

Gli assaggiatori, questa volta, erano 16 più un “osservatore”, la produttrice di Badia a Coltibuono, che per non influenzare in alcun modo i partecipanti, partecipava ma “in incognito” (visto che anche lei ignorava i 7/8 dei vini presenti e l’ordine di servizio di tutti, i suoi dati sono stati considerati ai fini del totale).

Ho invece dovuto escludere, purtroppo, parte dei dati di una delle partecipanti, perché la scheda non rispettava, in quegli aspetti, le regole del gioco (solo le offerte per l’asta sono state considerate).

Per semplificare la lettura dei molti, interessanti, dati raccolti e delle mie interpretazioni, anche questa volta dividerò in più post la disamina, pubblicando alla fine, nella sezione “data” il risultati completi della degustazione. [segue]

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