degustazione alla cieca paritetico-competitiva

In attesa della prossima edizione di Mercanti di Vino, c’è una degustazione alla pari, paritetica appunto, che potrebbe essere usata nelle occasioni conviviali, e che personalmente preferisco – tra quelle che ho inventato – perché è l’unica che mi permette di giocare insieme agli altri.

Diciamo che l’ho inventata proprio per questo motivo! Per risolvere il problema che avevo, ogni volta che organizzavo ed ospitavo una degustazione casalinga alla cieca: avendo scelto i vini, avevo più informazione rispetto agli altri giocatori e questo mi impediva di giocare alla pari.

Questo modello di degustazione risolve il problema, perché mette tutti i giocatori nelle stesse condizioni di partenza, oltre a produrre diverse dinamiche di gioco piuttosto interessanti al proprio interno.
Si tratta infatti un vero wine-game, adatto anche a serate più rilassate e conviviali.

Funziona così: ci si dà un budget massimo di spesa (p.es. 50€) e volendo un “tema” opzionale (p.es. i rossi italiani monovarietali); ciascuno porta una bottiglia già camuffata (con stagnola), che provvede ad stappare in segreto e senza assaggiare il vino, rimuovendo anche la capsula e l’eventuale fascetta, tenendo tutto con sè in tasca.
Qualcuno, meglio se estraneo alla degustazione, provvede a ricamuffare le bottiglie ed a rimescolarle una prima volta; poi vengono servite (prelevandole nuovamente a caso) ai partecipanti, tutte contemporanemente.
Per coprire le bottiglie io uso sacchetti di carta da pane, assicurati con elastici.

A quel punto comincia l’assaggio del vino, alla cieca e, secondo quanto stabilito prima di cominciare, si può degustare in modo conviviale, chiacchierando, oppure tacere per non influenzarsi. Data la doppia camuffatura delle bottiglie nessuno sarà in grado di distinguere dagli altri il proprio vino: anche quest’ultimo sarà degustato alla cieca.

Il primo “gioco” è, appunto, quello di riconoscere il proprio vino tra quelli assaggiati. E’ l’unico su cui abbiamo tutte le informazioni, ma dato che le bottiglie sono state rimescolate più volte e ri-camuffate, non sapremo quale sia: dobbiamo individuarlo.

Il secondo “gioco” nella degustazione, è quello di ricavare quante più informazioni possibili sui vini altrui: vitigno, area di provenienza, disciplinare, vendemmia, produttore, vino etc.
Qui tutti agiscono in perfetta condizione di parità: se le regole sono state rispettate, ciascuno conoscerà i dati di un solo vino tra quelli presenti (il proprio), ma dovà comunque individuarlo, e nulla su tutti gli altri, salvo l’eventuale “tema” stabilito in partenza (cfr. sopra).

Il terzo ed ultimo gioco è quello che realizza l’obiettivo del wine-game: si votano le bottiglie per preferenza, da parte dei giocatori ed alla fine si scoprono.
Vincitore, detto in breve, sarà colui il quale ha portato la bottiglia che ha raccolto la massima preferenza.

Il premio del vincitore è una bottiglia di vino, o il pagamento della cena che, immancabilmente, segue! :-)

Quest’ultimo è quindi il vero scopo della degustazione: ciascuno deve provare a portare una bottiglia che venga possibilmente apprezzata e votata da tutti, alla cieca, entro un certo limite di spesa.

E’ questa la vera gara, in cui esprimere e dimostrare le proprie conoscenze sul vino (e sui partecipanti, sulle cui aspettative si può anche giocare!).
Ovviamente si presume che chi porti un vino, che conosce ed in cui “crede”, sia poi in grado di riconoscerlo tra gli altri.

Insomma: se pensi di essere bravo a scegliere il vino, se conosci un vino che lascia tutti basiti etc., questa è l’occasione di dimostrarlo!

Questa è la parte competitiva della degustazione.

Ci sono naturalmente altre regole, e dettagli da conoscere sui meccanismi di punteggio e valutazione, ma per non allungare ulteriormente il post, li comunicherò ai partecipanti della prossima edizione.

Chi fosse interessato a saperne di più, può scrivermi.

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