La volpe ed il riccio

“Difficile, dopo aver letto Berlin, non vedere Puškin come «volpe sublime» e Dostoevskij come purissimo riccio. Non solo: tutta la cultura russa sembra disporsi naturalmente, come in un tableau vivant, fra questi due estremi. Al centro, Berlin ci invita a considerare il caso più enigmatico, Tolstoj, l’uomo che «era per natura una volpe, ma credeva fermamente di essere un riccio».”

Martedì si ricomincia di qui!

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Fiano di Avellino, una ricognizione alla cieca

Fiano di Avellino, una ricognizione alla cieca: una prospettiva appassionata e neutrale. Dopo aver affrontato il Greco di Tufo, prosegue il viaggio nell’ Irpinia dei bianchi, in sette bicchieri di riferimento.

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La degustazione sarà guidata, ma l’assaggio avverrà alla cieca, per favorire il racconto del bicchiere a quello dell’etichetta. Sette saranno i vini proposti stavolta, quattordici invece i posti disponibili.

Vitigno, territorio, stili produttivi e specificità delle sottozone nella denominazione irpina, esplorati usando, di nuovo, la formula della ricognizione, in un seminario di approfondimento monografico sull’altro grande bianco campano.

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Martedì, 28 Aprile, dalle 19:15, al ristorante La Regola, piazza S. Paolo alla Regola, 40. Per iscriversi: degustazioni@winemining.org.

[le immagini sono tratte dal sito Campania Stories, ringrazio Diana Cataldo per averne concesso l’utilizzo]

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graecula

Graecula non inferior Aminneis bonitate, praetenera acino et uva tam parva, ut nisi pinguissimo solo colere non prosit.

Questo attesta l’uso dell’aggettivo “greco” (e non “ellenico”), usato con riferimento ad una varietà di uva, almeno dai tempi di Plinio, che così ne scrive nel libro XIV della Naturalis Historia.

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Greco di Tufo – risultati a/p

Nelle degustazioni WineMining la valutazione dei vini, o meglio la valutazione soggettiva della qualità percepita di questi, è affidata alla preferenza individuale accordata a ciascun vino.

La preferenza collettiva è la somma delle singole preferenze individuali e relative, espresse dai partecipanti, e viene rappresentate in una scala da 0 a 100, per facilitare la comprensione ed il confronto coi risultati delle altre degustazioni. Un vino ottiene 100 di preferenza se tutti lo valutano come “primo preferito” della degustazione, mentre realizza 0 punti di preferenza se tutti viceversa lo valutano come “ultimo preferito” della giornata.

Per la ricognizione sul Greco di Tufo abbiamo già detto quali siano stati i risultati di preferenza ottenuti (qui), mentre in questo post ci occupiamo di mostrare quale sia stato l’accordo complessivo con cui i partecipanti hanno espresso il loro soggettivo favore. L’accordo esprime anche la “solidità” di ciascuna valutazione e mostra in modo evidente quali siano i vini “ecumenici”, quelli che mettono tutti d’accordo, e quali invece i vini “divisivi”. Io ritengo che l’accordo cominci ad essere significativo ed utile oltre il 33%,  e che sia sicuramente molto significativo oltre il 50% (ma si veda oltre su questo).

Come già detto, i vini della degustazione sono stati valutai così (riporto anche qui la tabella per comodità dei miei ventidue lettori):

mentre questa è una prima rappresentazione grafica dell’accordo contenuto in ciascuna valutazione di preferenza:

Come è logico, quando un vino fa incetta di valutazione “primo preferito” – come in questo caso, 10 sulle 12 possibili – produce automaticamente un elevato accordo (perché non è possibile totalizzare in altro modo un punteggio così elevato, dato che si tratta di ranking e quindi ogni voto di preferenza può essere assegnato una sola volta). Per cui non è una informazione particolarmente interessante che il Vigna Cicogna di B. Ferrara avendo ottenuto la preferenza più alta mai registrata qui (97), l’abbia anche ottenuta con un accordo ugualmente elevatissimo (85%).

Molto più interessante è, viceversa, notare come il vino più “divisivo”, quello con accordo più basso, il Cantine dell’Angelo (32%) abbia comunque ricevuto, nonostante ciò, un punteggio di preferenza elevato (53) che lo piazza terzo. Questo tradotto significa che non è piaciuto a tutti, spaccando in due le valutazioni, ma a quelli a cui è piaciuto è piaciuto molto.

Tranne il Greco di Cantine dell’Angelo, tutti gli altri hanno ottenuto un valore di accordo molto superiore al 33% (da 51% in poi) e questo indicherebbe che le relative valutazioni di preferenza siano piuttosto stabili, perché molto condivise.

Se si vuole guardare simultaneamente alla valutazione di preferenza ed accordo si può usare questo diagramma:

dal basso in alto: nel caso della ricognizione sul Greco di Tufo, un solo vino, il Cantine dell’Angelo 2012, si è collocato nella metà inferiore del diagramma, con un accordo relativamente basso, mentre tutti gli altri cinque sopra il 50% di accordo.

da sinistra a destra: mentre tre vini hanno ottenuto un preferenza inferiore a 50, il Nestor 2014, il Cutizzi 2013 ed il Pietracupa 2013; tre vini si sono piazzati oltre il 50 e di questi uno solo oltre il 75: il Cantine dell’Angelo 2012, il Di Prisco 2013 ed il Vigna Cicogna 2013 di B. Ferrara.

I quattro quadranti, infine, permettono di individuare vini che coniugano alto accordo ed alta preferenza, i vini “ecumenici” (in alto a destra); alto accordo e bassa preferenza, (in alto a sinistra); basso accordo e bassa preferenza (in basso a sinistra); e basso accordo ed alta preferenza, i vini “divisivi”.

Ecco, qui sopra, come si sono collocati i sei Greco di Tufo della ricognizione del 24 Marzo.

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Greco di Tufo – risultati

La prima degustazione WineMining dell’anno è stata una ricognizione su uno dei due grandi bianchi irpini, il Greco di Tufo. La formula della ricognizione prevede una introduzione su denominazione, territorio, vitigno e vino, e poi sei assaggi di vini esemplari, sperabilmente rappresentativi della DOP Irpina.

I campioni sono stati serviti in un ordine prestabilito, ed alla cieca. Ai primi sei, tutti Greco di Tufo, è stata aggiunta in conclusione una bonus track – il Fiano di Avellino di Pietracupa, e per le ragioni già dette qui – ma questa non è stata poi stata considerata nelle valutazioni dei partecipanti, essendo appunto “fuori” dalla ricognizione, aggiunta solo per ragioni didattiche (cantina di tornasole dello stile) ed introduttive (della prossima degustazione).

Una attenzione particolare è stata riservata ai diversi stili del Greco di Tufo, come espressione della “mano dell’uomo”, qui probabilmente prevalente sull’espressione del territorio (specie per assaggiatori o meno esperti o meno adusi al bianco irpino). Ritengo che possa essere questa una preziosa chiave di lettura per chi assaggia, specie in un seminario introduttivo (e per questa ragione la userò anche per la degustazione del Fiano).

E’ importante ricordare, prima di analizzare i dati ottenuti, che i campioni erano stati ordinati, che l’assaggio è stato preceduto da una introduzione (v. sopra), e che la degustazione è stata “guidata”: tutti questi fattori, potenzialmente, possono influire sulla valutazione dei presenti, condizionandola.

Il metodo utilizzato è stato quello consueto per WineMining: una prima e grossolana valutazione di gradimento, svolta durante l’assaggio, seguita da una più accurata e discriminante valutazione di preferenza, integrata dalla misura di accordo. Questo sistema, come già detto altre volte, permette di comprendere in modo accurato quali vini sono stati nel complesso maggiormente preferiti dai dodici partecipanti, e con quanto accordo queste valutazioni sono state raggiunte alla fine della serata.

Ecco, nei numeri, come è andata. Un vino, il Vigna Cicogna 2013 di B. Ferrara ha ottenuto una nettissima preferenza col punteggio di 97, mai raggiunto finora. Come si vede 10 su 12 lo hanno indicato come “primo preferito” e nessuno come ultimo, ed anche il punteggio di gradimento è stato elevatissimo.

Nessun altro vino ha superato i 75% dei punti di preferenza, è questo è ben spiegabile: quando un vino fa incetta di primi posti “toglie” punti a tutti gli altri, staccandoli (non essendo possibile ai partecipanti assegnare preferenze ad ex-aequo).

Seguono poi il 2013 Di Prisco ed il 2012 di Cantine dell’Angelo, a 57 e 53; il piazzamento molto buono di quest’ultimo è particolarmente interessante, essendo stato anche il vino più “divisivo” (cfr. sotto).

Nella fascia sotto i 50 punti di preferenza due vini, il 2013 di Pietracupa ed il Cutizzi dei Feudi di San Gregorio, l’uno molto ben separato dall’altro. Infine l’ultimo vino, il Nestor di Tenute del Cavalier Pepe, ottiene l’ultima posizione di preferenza, nella fascia sotto il 25%.

La valutazione complessiva, ottenuta dai diversi vini della serata, è stata quindi così ordinata dai 12 partecipanti:

La valutazione di gradimento individuale ha mostrato valori decisamente superiori al consueto, indicando così una soglia complessiva piuttosto alta del gradimento, una elevata qualità percepita quindi –  ed è su questa base che devono poi essere lette le successive valutazioni di preferenza (che servono appunto a fare la grana fine). Su sei quattro vini sono stati valutati almeno GOOD ed uno di questi è stato valutato GREAT! – non sembri poco, ciò capita raramente.

La valutazione di preferenza ha poi separato meglio i singoli vini, permettendo di discriminare con maggiore accuratezza le differenze nella qualità percepita dai singoli assaggiatori. Queste valutazioni individuali, se sommate, forniscono per questa degustazione un responso netto ed univoco (v. sopra) Ed è un responso particolarmente solido dato che per cinque dei sei vini, l’accordo tra i partecipanti è stato superiore al 33%, (e per quel solo vino – evidentemente più divisivo – di poco inferiore).

La misura di accordo permette di ritenere che queste indicazioni di preferenza, pur individuali e relative al confronto di questa sola degustazione, sono particolarmente significative, essendo state raggiunte con un accordo elevato, in un caso elevatissimo, tra i singoli partecipanti. Sono cioè quelle di questa degustazione valutazioni molto convergenti (per questa si veda il post successivo).

La valutazione di gradimento (espressa per prima, e vino per vino) è stata poi coerente con quella di preferenza, entrambi presentano lo stesso ordinamento. Ed anche la valutazione primo/ultimo è coerente con l’ordine delle preferenze; e ciò non è affatto scontato per chi conosce questo sistema di valutazioni.

[segue qui]

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Greco di Tufo – i vini

Ecco la lista dei vini utilizzati nella ricognizione sul Greco di Tufo del 24 Marzo, con cui sono riprese le degustazioni di WineMining. L’ordine è quello di servizio.

Il settimo vino era una bonus track, che serviva a tanto a rappresentare la continuità dello stile “sottrattivo”, anche quando applicata ad altro vitigno, e sia ad introdurre l’argomento della successiva e collegata degustazione, quella sul Fiano di Avellino, prevista per martedì 28 Aprile.

I prezzi indicati , che pur senza asta restano fondamentali per il nostro approccio, sono ricavati dagli scaffali delle enoteche romane; sono quindi effettivi, correnti e non stimati, ma vengono qui approssimati per brevità.

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un esergo

Genera vitium numero conprehendi posse unus existimavit Democritus, cuncta sibi Graecae cognita professus; ceteri innumera atque infinita esse prodiderunt, quod verius apparebit ex vinis. nec omnia dicentur, sed maxime insignia, quippe totidem paene sunt quot agri, quam ob rem celeberrimas vitium aut quibus est aliqua proprietate miraculum ostendisse satis erit.

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Greco di Tufo, una ricognizione alla cieca

Ci siamo. Nulla è pronto, tutto è in via di forsennata organizzazione, ma da ora non si torna più indietro: la prima degustazione è decisa, le iscrizioni sono aperte.

Greco di Tufo, una ricognizione alla cieca: viaggio in Irpinia in sei bicchieri più uno.

Vitigno, territorio e stili produttivi della denominazione irpina, esplorati usando la formula semplice della ricognizione, in un seminario di approfondimento monografico su questo grande bianco campano. La degustazione sarà guidata, ma l’assaggio avverrà alla cieca, per favorire il racconto del bicchiere rispetto a quello dell’etichetta. Sei i vini più una bonus track, quattordici i posti disponibili.

DOP Greco di Tufo

DOP Greco di Tufo

Il tutto avrà luogo martedì, 24 marzo, dalle 19:30 (19:15), al ristorante La Regola, piazza S. Paolo alla Regola, 40, che nuovamente ci accoglie per un altro ciclo di degustazioni tematiche. Per iscriversi: degustazioni@winemining.org.

[le immagini sono tratte dal sito Campania Stories, ringrazio Diana Cataldo per averne concesso l’utilizzo]

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Si ricomincia!

Archiviata l’esperienza di Mercanti di Vino, e dopo una lunga e – spero! – feconda pausa di riflessione, il progetto WineMining riprende le attività di degustazione con un nuovo ciclo di “ricognizioni“, seminari di approfondimento monografici.

La data di inizio fissata è il 24 Marzo, e con un vino da veri miners - come mi ha fatto notare un sommo esperto – il vino più “di miniera” di tutta Italia: il sulfureo e sorprendente Greco di Tufo.

Restate collegati…

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Aglianico del Vulture – risultati a/p

Questo post completa i dati di una precedente degustazione, e – spero – ne permette una più accurata ed articolata comprensione.

Riguardando i dati della degustazione di Aglianico del Vulture, svolta da Trimani a fine 2013, mi sono accorto che erano esemplari per illustrare a cosa serve il diagramma accordo/preferenza. Questi risultati sono particolarmente interessanti, se così rappresentati, perché rendono ben evidente come ad “uguale classifica” non corrisponda sempre “uguale accordo dei partecipanti”, cosa che andrebbe sempre tenuta presente analizzando i dati (di qualsiasi classifica, non solo di quelle di questo sito). I dati mostrano pure come ciascun punteggio finale di preferenza, ottenuto da ogni singlo vino valutato, contenga al suo interno gradi di accordo diversi espressi dai partecipanti. Il gruppo di degustatori presente può concordare molto sulla valutazione, e quindi sulla posizione finale nel ranking, di un dato vino, e contempraneamente concordare molto meno su un’altro, e questo nella stessa degustazione. I dati così come si usa pubblicarli nascondono questa informazione, e lo scopo di questo diagramma è quello di renderla di nuovo visibile.

Questa importante differenza di accordo nella valutazione viene quindi resa qui visibile, e simultaneamente per tutti i vini, mediante una rappresentazione a due dimensioni del ranking finale, che associa a ciascuna preferenza totale ottenuta anche il grado di accordo con cui quella preferenza è stata raggiunta.  Il diagramma permette appunto di comprendere, oltre alla classifica dei totali di preferenza individuale, come questa sia stata raggiunta, se con un maggiore o minore grado di unanimità, in ciascun punteggio totale.

Questo perché una data posizione di classifica finale può essere raggiunta sommando preferenze individuali molto diverse, come nel caso in cui due vini si classificassero nella posizione intermedia, l’uno perché ha ottenuto da tutti i partecipanti una prefenza intermedia, e l’altro perché ha ottenuto da metà dei partecipanti la valutazione massima e dall’altra metà la minima (è la famosa “media dei due polli”, insomma,nei due casi diversi).

Il diagramma per la degustazione in questione è il seguente:

– il diagramma accordo/preferenza -

Ricordo che l’accordo è calcolato come funzione della deviazione standard e riportato in una scala da 0 a 100, un vino otterrà 100 di accordo se tutti lo votano con la medesima valutazione di preferenza, mentre otterrà 0 se metà dei partecipanti gli assegna il punteggio massimo (primo nella preferenza individuale) e l’altra metà gli assegna il punteggio minimo (ultimo), in questo caso si ottiene il massimo disaccordo possibile.
Ricordo anche che “accordo” è una misura effettuata ex-post, usando i soli dati di preferenza e non indica in alcun modo una negoziazione dei partecipanti, che viceversa votano indipendentemente i vini, senza consultarsi tra loro.

La degustazione qui rappresentata aveva come tema l’Aglianico del Vulture, e vedeva in batteria cieca sei vini della denominazione più un Barolo a fare da intruso. I risultati in sintesi furono questi (maggiori dettagli nel post originale):

Questa fu nel dettaglio la classifica di preferenza finale, come la pubblicai all’epoca, ottenuta sommando le singole preferenze individuali:

Osservando così il risultato, si può vedere già che due vini hanno ricevuto maggiormente la preferenza dei partecipanti, i primi due, posizionandosi ben oltre il 75% del massimo teorico posibile (un risultato notevolissimo e raro), nessuno si è posizionato nella fascia tra il 50% ed il 75%, tutti gli altri sono finiti invece nella fascia tra il 25% ed il 50%, ma con l’ultimo decisamente staccato dagli altri quattro. Però il grado di accordo contenuto nei totali della valutazione di preferenza può essere molto diverso, ed esprime di quali diverse preferenze individuali è composto ciascun punteggio finale ottenuto da ogni vino.

In questa degustazione ciò è particolarmente evidente: i due vini di testa sono separati da appena un 3% nella preferenza, ma la misura dell’accordo evidenzia come per il primo (il Barolo Vigna San Giuseppe di Cavallotto) questo sia molto maggiore che per il secondo (il Basilisco 2004).

Mentre il primo vino classificato, il Barolo di Cavallotto, ha ottenuto un elevatissimo grado di accordo (65), oltre ad un altrettanto altissimo punteggio di preferenza totale (84, rarissimo),  il secondo classificato con un punteggio di poco inferiore (81), il Basilisco 2004, ha ottenuto un grado di accordo nelle valutazioni decisamente inferiore (35). Nei dati pubblicati originariamente questa differenza non era rilevabile.

Una differenza ancora maggiore separa due vini dalla valutazione quasi identica: la riserva di D’Angelo Vigna Caselle e il Don Anselmo di Paternoster. Ricevendo entrambi quasi lo stesso totale di preferenza (49 e 48, rispettivamente), ma con accordo delle valutazioni molto differente: 62 contro 30.

Ciò significa appunto che come accennato sopra la prima valutazione (quella della riserva Vigna Caselle) è stata ottenuta sommando punteggi molto più simili tra loro, e quindi con maggiore accordo complessivo che la seconda (quella del Don Anselmo), che pure assomma un totale di preferenza quasi identico. Un terzo vino ha, come si vede, ottenuto un analogo punteggio totale di preferenza (49) ma un accordo intermedio tra gli altri due (46), si trattava del Basilisco 2008.

E’ possibile in questo modo individuare facilmente, ed indipendentemente dalla posizione di classifica, quali vini abbiano ottenuto la propria valutazione totale con maggiore accordo dei partecipanti. Pertecipanti che, è utile ricordarlo, sono in genere piuttosto compositi per esperienza, gusti, età, sesso etc. Questo, a giudizio di chi scrive, rende più significativi alcuni punteggi rispetto ad altri, nella stessa degustazione, ed indica una differenza nella natura dei vini, alcuni maggiormente “divisivi”,  e che forse pagano il fatto di essere meno consueti, o più ambiziosi nel progetto, altri invece decisamente “ecumenici” e plebiscitari.  E questa è una seconda utile informazione sulle caratteristiche dei vini che emergono dal confronto: non solo quanto sono stati preferiti, ma anche come, con quale livello di accordo o disaccordo dei partecipanti.

Come si può vedere dal diagramma, due vini si trovano al di sotto dell 40 di accordo complessivo (il secondo classificato, il Basilisco 2004, ed il quinto classificato, il Don Anselmo), mentre tutti gli altri cinque sono andati oltre la soglia del 40% dell’accordo e, di questi, tre hanno superato il 60%, sono: il D’Angelo annata, giunto penultimo, il D’Angelo riserva Vigna Caselle, terzo, ed infine il Barolo Bricco Boschis – Vigna San Giuseppe di Cavallotto, giunto primo.

Questo permette infine di riordinare l’istogramma iniziale, ordinando per grado di accordo le valutazioni totali di preferenza:

mostrando così, anche nell’istogramma, le differenze di accordo contenute in ciascun punteggio di preferenza.

Ritengo quindi che le valutazioni di preferenza quando associate ad un elevato grado di accordo (oltre il 33%) siano più “solide” delle altre, e – probabilmente – più facilmente ripetibili in eventuali successive prove, cioè più stabili; per questo motivo ho deciso di cercare un modo sintetico, immediato e sperabilmente meno noioso per i non adetti ai lavori, di rappresentare queste preziose informazioni, di solito nascoste nei numeri, e dai numeri.

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