Aglianico del Vulture – risultati a/p

Questo post completa i dati di una precedente degustazione, e – spero – ne permette una più accurata ed articolata comprensione.

Riguardando i dati della degustazione di Aglianico del Vulture, svolta da Trimani a fine 2013, mi sono accorto che erano esemplari per illustrare a cosa serve il diagramma accordo/preferenza. Questi risultati sono particolarmente interessanti, se così rappresentati, perché rendono ben evidente come ad “uguale classifica” non corrisponda sempre “uguale accordo dei partecipanti”, cosa che andrebbe sempre tenuta presente analizzando i dati (di qualsiasi classifica, non solo di quelle di questo sito). I dati mostrano pure come ciascun punteggio finale di preferenza, ottenuto da ogni singlo vino valutato, contenga al suo interno gradi di accordo diversi espressi dai partecipanti. Il gruppo di degustatori presente può concordare molto sulla valutazione, e quindi sulla posizione finale nel ranking, di un dato vino, e contempraneamente concordare molto meno su un’altro, e questo nella stessa degustazione. I dati così come si usa pubblicarli nascondono questa informazione, e lo scopo di questo diagramma è quello di renderla di nuovo visibile.

Questa importante differenza di accordo nella valutazione viene quindi resa qui visibile, e simultaneamente per tutti i vini, mediante una rappresentazione a due dimensioni del ranking finale, che associa a ciascuna preferenza totale ottenuta anche il grado di accordo con cui quella preferenza è stata raggiunta.  Il diagramma permette appunto di comprendere, oltre alla classifica dei totali di preferenza individuale, come questa sia stata raggiunta, se con un maggiore o minore grado di unanimità, in ciascun punteggio totale.

Questo perché una data posizione di classifica finale può essere raggiunta sommando preferenze individuali molto diverse, come nel caso in cui due vini si classificassero nella posizione intermedia, l’uno perché ha ottenuto da tutti i partecipanti una prefenza intermedia, e l’altro perché ha ottenuto da metà dei partecipanti la valutazione massima e dall’altra metà la minima (è la famosa “media dei due polli”, insomma,nei due casi diversi).

Il diagramma per la degustazione in questione è il seguente:

– il diagramma accordo/preferenza -

Ricordo che l’accordo è calcolato come funzione della deviazione standard e riportato in una scala da 0 a 100, un vino otterrà 100 di accordo se tutti lo votano con la medesima valutazione di preferenza, mentre otterrà 0 se metà dei partecipanti gli assegna il punteggio massimo (primo nella preferenza individuale) e l’altra metà gli assegna il punteggio minimo (ultimo), in questo caso si ottiene il massimo disaccordo possibile.
Ricordo anche che “accordo” è una misura effettuata ex-post, usando i soli dati di preferenza e non indica in alcun modo una negoziazione dei partecipanti, che viceversa votano indipendentemente i vini, senza consultarsi tra loro.

La degustazione qui rappresentata aveva come tema l’Aglianico del Vulture, e vedeva in batteria cieca sei vini della denominazione più un Barolo a fare da intruso. I risultati in sintesi furono questi (maggiori dettagli nel post originale):

Questa fu nel dettaglio la classifica di preferenza finale, come la pubblicai all’epoca, ottenuta sommando le singole preferenze individuali:

Osservando così il risultato, si può vedere già che due vini hanno ricevuto maggiormente la preferenza dei partecipanti, i primi due, posizionandosi ben oltre il 75% del massimo teorico posibile (un risultato notevolissimo e raro), nessuno si è posizionato nella fascia tra il 50% ed il 75%, tutti gli altri sono finiti invece nella fascia tra il 25% ed il 50%, ma con l’ultimo decisamente staccato dagli altri quattro. Però il grado di accordo contenuto nei totali della valutazione di preferenza può essere molto diverso, ed esprime di quali diverse preferenze individuali è composto ciascun punteggio finale ottenuto da ogni vino.

In questa degustazione ciò è particolarmente evidente: i due vini di testa sono separati da appena un 3% nella preferenza, ma la misura dell’accordo evidenzia come per il primo (il Barolo Vigna San Giuseppe di Cavallotto) questo sia molto maggiore che per il secondo (il Basilisco 2004).

Mentre il primo vino classificato, il Barolo di Cavallotto, ha ottenuto un elevatissimo grado di accordo (65), oltre ad un altrettanto altissimo punteggio di preferenza totale (84, rarissimo),  il secondo classificato con un punteggio di poco inferiore (81), il Basilisco 2004, ha ottenuto un grado di accordo nelle valutazioni decisamente inferiore (35). Nei dati pubblicati originariamente questa differenza non era rilevabile.

Una differenza ancora maggiore separa due vini dalla valutazione quasi identica: la riserva di D’Angelo Vigna Caselle e il Don Anselmo di Paternoster. Ricevendo entrambi quasi lo stesso totale di preferenza (49 e 48, rispettivamente), ma con accordo delle valutazioni molto differente: 62 contro 30.

Ciò significa appunto che come accennato sopra la prima valutazione (quella della riserva Vigna Caselle) è stata ottenuta sommando punteggi molto più simili tra loro, e quindi con maggiore accordo complessivo che la seconda (quella del Don Anselmo), che pure assomma un totale di preferenza quasi identico. Un terzo vino ha, come si vede, ottenuto un analogo punteggio totale di preferenza (49) ma un accordo intermedio tra gli altri due (46), si trattava del Basilisco 2008.

E’ possibile in questo modo individuare facilmente, ed indipendentemente dalla posizione di classifica, quali vini abbiano ottenuto la propria valutazione totale con maggiore accordo dei partecipanti. Pertecipanti che, è utile ricordarlo, sono in genere piuttosto compositi per esperienza, gusti, età, sesso etc. Questo, a giudizio di chi scrive, rende più significativi alcuni punteggi rispetto ad altri, nella stessa degustazione, ed indica una differenza nella natura dei vini, alcuni maggiormente “divisivi”,  e che forse pagano il fatto di essere meno consueti, o più ambiziosi nel progetto, altri invece decisamente “ecumenici” e plebiscitari.  E questa è una seconda utile informazione sulle caratteristiche dei vini che emergono dal confronto: non solo quanto sono stati preferiti, ma anche come, con quale livello di accordo o disaccordo dei partecipanti.

Come si può vedere dal diagramma, due vini si trovano al di sotto dell 40 di accordo complessivo (il secondo classificato, il Basilisco 2004, ed il quinto classificato, il Don Anselmo), mentre tutti gli altri cinque sono andati oltre la soglia del 40% dell’accordo e, di questi, tre hanno superato il 60%, sono: il D’Angelo annata, giunto penultimo, il D’Angelo riserva Vigna Caselle, terzo, ed infine il Barolo Bricco Boschis – Vigna San Giuseppe di Cavallotto, giunto primo.

Questo permette infine di riordinare l’istogramma iniziale, ordinando per grado di accordo le valutazioni totali di preferenza:

mostrando così, anche nell’istogramma, le differenze di accordo contenute in ciascun punteggio di preferenza.

Ritengo quindi che le valutazioni di preferenza quando associate ad un elevato grado di accordo (oltre il 33%) siano più “solide” delle altre, e – probabilmente – più facilmente ripetibili in eventuali successive prove, cioè più stabili; per questo motivo ho deciso di cercare un modo sintetico, immediato e sperabilmente meno noioso per i non adetti ai lavori, di rappresentare queste preziose informazioni, di solito nascoste nei numeri, e dai numeri.

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Mercanti di Vino XIII – rossi italiani: lista dei vini

Ecco la lista dei vini della serata del 23, in ordine di servizio – che ricordo essere casuale e sorteggiato al momento dai partecipanti – e priva delle gradazioni alcooliche. Il prezzo indicato è quello a scaffale dell’enoteca Trimani, arrotondato all’euro.

– la lista -

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Mercanti di Vino XIII – grandi rossi italiani

La prossima degustazione sarà molto importante, e rappresenta un traguardo parziale della formula “Mercanti di Vino” e del progetto WineMining.

L’avventura cominciata nel 2012 (cfr.  qui e qui), e ricca di frutti importanti – almeno per chi scrive, necessita ora di una pausa. Vorrei chiudere in bellezza questo percorso, insieme a quanti lo hanno sostenuto fino ad ora, o nel passato. I vini saranno grandi rossi italiani, e rappresentano – per Wine Mining – il meglio della produzione nazionale.

La degustazione si svolgerà con il consueto metodo: degustazione dei campioni alla cieca, valutazione di preferenza e gradimento e poi valutazione “ad asta” in busta chiusa.

L’ordine dei campioni, come sempre, è casuale e sorteggiato al momento dai partecipanti, la degustazione avviene quindi in “doppio cieco”.

I vini di questa edizione saranno almeno sei rossi italiani, da diversi vitigni autoctoni ed internazionali, provenienti da tutta la penisola. Come sempre la scaristà di informazioni iniziali sui vini, permette una valutazione equanime e scevra da pregiudizi.

La tredicesima edizione di Mercanti di Vino si terrà mercoledì 23 aprile al Trimani Wine Bar, nella sala superiore a noi riservata. Il numero di partecipanti è quello consueto: quindici i posti disponibili.

L’ orario di inizio: 19:15. Raccomando la massima puntualità a tutti, e specie se partecipanti per la prima volta: per divertirsi è necessario ascoltare le regole del gioco e, possibilmente, rispettarle.

Per richiedere informazioni su come partecipare: degustazioni@winemining.org.

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Il Marroneto – Brunello di Montalcino, verticale comparata: annate

La valutazione delle annate in degustazione in Toscana, secondo H. Johnson (Hugh Johnson’s Pocket Wine Book 2013) e secondo il Consorzio del Brunello di Montalcino.

[per un copia ed incolla errato l'immagine riportata non era quella corretta, la sostituirò appena possibile con quella giusta... ]

Oltre alle valutazione delle annate in degustazione, ho aggiunte le due viciniori di massima e minima valutazione, come riferimento del metro di giudizio.

Questa invece la valutazione del Consorzio.

Todos caballeros! verrebbe da dire.

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Il Marroneto – Brunello di Montalcino, verticale comparata

La prossima degustazione è in cantiere da tempo e, finalmente, è arrivata in calendario: 3 Aprile, giovedì.

Sarà la prima verticale comparata per il progetto Wine Mining, un traguardo importante, e con i vini migliori che potessi desiderare: i due vini di punta de il Marroneto, il Brunello di Montalcino ed il cru Madonna delle Grazie.

In questa ricognizione assaggeremo, in sequenza, quattro annate dello scorso decennio, nelle due interpretazioni (base e cru); cercando di comprendere quei millesimi nel raffronto e nella sintesi tra i caratteri delle due bottiglie. L’obiettivo qui non essendo il “confronto” tra questi vini, ma il loro dialogo e la loro mutua spiegazione dell’annata, e dell’effetto del tempo sul vino. Un punto di osservazione privilegiato sul territorio di Montalcino, con – ad ogni vino – una pietra di paragone importante e continua: l’altro vino della stessa annata!

Per l’occasione ritorneremo al ristorante La Regola, che ci offrirà, oltre alla consueta suggestione e silenzio della sala sotterranea, la possibilità di aggiungere all’esperienza di assaggio “puro”, quella nel cimento definitivo: la tavola imbandita.

L’appuntamento è per giovedì, 3 Aprile alle 19:00. Otto i vini, sedici i posti disponibili. L’esperienza d’assaggio verrà arricchita dalla presenza del produttore, Alessandro Mori, che gentilmente interverrà.

La Regola
piazza san Paolo alla Regola, 40
00186 – Roma
tel +39 06 68 93 099

Per ricevere informazioni: degustazioni@winemining.org.

 

 

 

 

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Metodo Classico: ricognizione – lista dei vini

Ecco la lista dei vini serviti nella degustazione di stasera, in ordine di servizio (stavolta stabilito prima dal relatore).

I prezzi, come di consueto, sono quelli dello scaffale dell’enoteca Trimani, approssimati all’euro (salvo per il D’Araprì, reperito altrove).

– la lista -

Cliccando sull’immagine è possibile scaricare il file PDF.

 

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Metodo Classico: ricognizione (bis)

La nuova data per questa degustazione è fissata: si terrà al Trimani Wine Bar, mercoledì 19 marzo, nella consueta sala a noi riservata, al piano superiore del Wine Bar, in via Cernaia 37/b, a Roma. In giornata comincia l’invio delle mail d’invito per l’iscrizione.

Il tema della degustazione sarà il metodo classico: una ricognizione delle espressioni di vini spumanti bianchi a metodo classico prodotti in Italia. Le bottiglie prescelte per l’esplorazione sono otto; diversi i millesimi presentati (indietro fino al 2000); alternanza di denominazioni e produzioni storiche, in regioni vocate, e pionieri di talento, fuori da esse.

L’ordine dei campioni, come spesso accade nelle ricognizioni, non è casuale ma è stabilito all’inizio dal relatore; e ciò per permettere una migliore illustrazione del tema e della tesi proposta.

Il numero di partecipanti è quello consueto: sedici i posti inizialmente disponibili. Come sempre per iscriversi alla degustazione è necessario ricevere un invito e seguirne le istruzioni.

Trimani Wine Bar

Per richiedere informazioni sull’iscrizione: degustazioni@winemining.org.

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Bolgheri superiore: risultati – preferenza/prezzo

Questo grafico permette di valutare chiaramente quanto un singolo euro di prezzo del vino “renda” in termini di Preferenza totale, nella valutazioni espresse dei partecipanti (che trovate qui sotto e qui). Visto il costo dei vini mi sembra un dettaglio particolarmente importante.

La classifica qui appare sovvertita, ma alcune posizioni tengono (Argentiera resta ultimo), mentre altre sono assolutamente ribaltate (Ornellaia), e i tre vini di testa qui, mostrano un miglior posizionamento di prezzo rispetto alla preferenza totale ottenuta, con il Piastraia di Michele Satta in testa. E’ chiaro, ed abbastanza prevedibile, che vini di prezzo molto alto siano penalizzati in questa particolare valutazione, ma in alcuni casi (e.g. Sassicaia) questo effetto è piuttosto contenuto.

Per comprendere meglio questo indice, ed avere un raffronto con altre valutazioni simili si veda, per esempio, qui.

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Bolgheri superiore: risultati

Ecco l’elenco dei sette vini, nell’ordine in cui sono stati serviti nella ricognizione di febbraio. L’assaggio dei campioni è avvenuto alla cieca, e l’ordine delle bottiglie era casuale, sorteggiato al momento. I vini erano tutti della vendemmia 2010, eccettuato uno servito per primo.

Questa è stata la valutazione soggettiva così come espressa dai presenti:

La classifica è basata sulla Preferenza totale (ranking), ed è seguita dalla indicazione del numero di volte in cui il vino è stato classificato primo o ultimo (I°/VII°) sempre per preferenza, e dalla media della valutazione di  Gradimento. Per quanto riguarda gli obiettivi della degustazione e le informazioni iniziali fornite ai partecipanti sui vini si veda più sotto.

Elementi caratteristici di questi risultati sono stati, come già detto qui sotto, l’affermazione netta del Sassicaia (unico vino sopra i 75 punti, molto raro); il risultato ravvicinatissimo dei due vini di Tenuta dell’Orenallaia, con Le Serre Nuove a contendere il primato del gran vin della casa, l’Ornellaia; il non essere giunto ultimo del Varvarà, unico “plebeo tra i nobili” che riesce persino a superare l’Argentiera; e la bassa preferenza ottenuta da quest’ultimo a fronte della sua fascia di prezzo. Quattro vini sono andati oltre il 50% di preferenza totale, di cui, come detto, solo uno oltre il 75%.

I dati sul gradimento sono assolutamente coerenti con le preferenze, e registrano un “great!” per il Sassicaia, risultato questo rarissimo.

obiettivi della degustazione: ricognizione della denominazione Bolgheri nell’annata 2010; impressioni sul taglio bordolese in Maremma; confronto tra i classici (Sassicaia ed Ornellaia) ed alcuni altri solidi concorrenti; esplorazione di una notevole escursione di prezzi (1:10 circa); valutazione della preferenza relativa e del gradimento assoluto dei vini, anche in confronto con le precedenti degustazioni alla cieca; conferma delle aspettative indotte da fama e prezzo; confronto interno di alcuni grand vin coi corrispettivi second vin.

informazioni fornite ai partecipanti: alcune aziende, alcuni dei vini presenti, l’annata di tutti, e di nessuno l’ordine di servizio.

vitigni: Cabernet Sauvignon, Merlot, Cabernet Franc, Syrah, Petit Verdot. Sangiovese.

produttori: Tenuta S. Guido, Tenuta dell’Ornellaia, Castello di Bolgheri, Tenuta Argentiera, M. Satta.

annate: 2010, (2011)

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Bolgheri superiore: ricognizione – risultati a/p

Alterando l’ordine consueto, e sperando di far cosa gradita ai partecipanti, pubblicherò questa volta prima il dati sulla preferenza, ed il diagramma accordo preferenza, e poi tutti gli altri dati, in maggior dettaglio.

Questa è stata la valutazione complessiva di preferenza espressa dai partecipanti sui vini in degustazione; una valutazione soggettiva e relativa quindi, è sempre bene ricordarlo.

Come si vede un vino ha polarizzato molto le preferenze individuali, ottenendo di andare molto oltre il confine dei 75 punti (è molto raro), il Sassicaia. Altri tre vini si sono andati oltre i 50 punti: i due della Tenuta dell’Ornellaia piuttosto ravvicinati tra loro (e ciò va tutto a merito de Le Serre Nuove, visto il rapporto di prezzo tra i due), e poi il Bolgheri superiore Castello di Bolgheri, dell’omonima proprietà. Un solo vino è finito nell’intervallo 25-50, il Piastraia di M. Satta. Due vini, infine, sono arrivati sotto il confine dei 25 punti, e di parecchio, con il Varvarà di Castello di Bolgheri – “plebeo” fra i blasonati – che nonostante la diversa classe e fascia di prezzo, si mette alle spalle il Bolgheri superiore di Tenuta Argentiera, ultimo.

Questo è invece stato l’andamento del grado di accordo tra i partecipanti (ricavato dalla deviazione standard, opportunamente normalizzata tra 0 e 100 anch’essa). Punti in tutti e quattro i quadranti, andamento a “corna di vacca”.

I dati di questa degustazione sono particolarmente interessanti, se osservati in questo modo, visto che i vini ai due estremi della valutazione di preferenza (il primo Sassicaia quindi, e gli ultimi due) hanno ottenuto un maggiore, ed elevatissimo, grado di accordo: ciò significa che i “giudici” hanno concordato maggiormente sulla loro valutazione del primo vino e degli ultimi due quindi, mentre hanno concordato decisamente meno sui vini a centro classifica, dove evidentemente l’accordo sulla preferenza dei vini è stato minore.

Ritengo che questo autorizzi a ritenere più solide e significative le valutazioni molto consensuali, mentre credo che il minore grado di accordo sui vini centrali, induca a pensarli come maggiormente interscambiabili tra loro. Credo anche che questi risultati influiscano sulla probabilità che in una eventuale degustazione successiva degli stessi vini, le posizioni estreme vengano conservate, mentre quelle intermedie no.

Deve essere precisato che la valutazione è stata effettuata in “doppio cieco” e con ordine di servizio casuale, ma che vi è stata conduzione – pur alla cieca, i vini venivano descritti e commentati da chi scrive – e che i partecipanti potevano parlare tra loro (e questo ha forse indotto un limitato “effetto tavolo”).

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nota: Nel diagramma sono riportate le valutazioni cumulative di preferenza, come espresse dai partecipanti, ma convertite in forma centesimale, integrate dal grado di accordo tra i partecipanti, espresso nel valutare ciascun vino assaggiato. Dato che quello che conta è l’informazione complessiva espressa nella serata, qui si può vedere – per ciascun vino – quale sia stato il grado di consenso ottenuto nella valutazione, insieme alla valutazione. Ciò rende visibile e, spero, maggiormente comprensibile il diverso gradi di accordo “contenuto” in ciascuna valutazione di preferenza (totale).

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